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Il
cinema viene spesso definito una forma d'arte moderna, addirittura
"settima arte". La parola cinema ha origine dal greco kinema, che
significa movimento.
Lo stesso termine cinematografo è
traducibile dal greco kinema con movimento e grapho, descrivere.
Termine che divenne il nome della macchina brevettata nel 1895 da
Auguste e Louis Lumière. Questa macchina segna la nascita del cinema.
Scene
di vita quotidiana come l’arrivo del treno, gli operai che escono: la
riproduzione della realtà. Per i Lumière questo nuovo strumento diviene
un modo per fare spettacolo ed un investimento commerciale più che un
esperimento ottico, come era stato per coloro che si erano cimentati
prima nell’impresa. I Lumière intuirono che l’interesse del pubblico
era rivolto soprattutto verso ciò che veniva proiettato e nel suo
variare.
In questo periodo si era venuta a formare una nuova
concorrenza di autori che davano vita a nuove pellicole che si
sarebbero andate a sostituire alle ormai vecchie pellicole dei Lumière:
iinoltre anche la tecnologia man mano contribuiva a migliorare e a
rendere più piacevole la visione al pubblico. Nei salotti culturali tra
i vari argomenti, il cinematografo si stava guadagnando un posto per
discutere sulle sue possibilità artistiche.
Il cinema nasce come documentario: vengono ripresi fatti di cronaca, cerimonie, guerre, cataclismi, competizioni sportive.
Il
cinema nel 1900 incominciò ad adeguarsi al gusto del pubblico, commedia
e tragedia si vedono anche sullo schermo diventando puntate ricche di
episodi truci, sentimentiali, eroici, goliardici.
Prima del
trionfo americano in ambito cinematografico, il mercato mondiale era
dominato dal cinema francese; il cinema si diffuse poi in tutta Europa
ed in America: venne dapprima gestito direttamente dagli inventori,
mentre solo successivamente nacque l’industria cinematografica. Il film
conquistò le piazze di mezzo mondo, innanzitutto perché l’immagine muta
era un linguaggio comprensibile a grazie alla cultura medio/bassa dei
personaggi.
In Italia acquistarono rilievo generi come il
melodramma passionale, i serial sentimentali sottoforma di scene
maestose ed il film storico, tramite le frequenti rievocazioni
dell’impero romano.
Questo “cinema romantico” perdurò fino
all’inizio della prima guerra mondiale; vedremo però che il cinema
italiano si spegnerà "ucciso" dalla guerra e dal fascismo.
All’indomani
del ventennio sbocciò il "neorealismo", una corrente
artistico-ideologica volta ad informare il pubblico riguardo alle
condizioni disastrate del sottoproletariato e proletariato: rappresentò
quindi una ventata di libertà dopo le costrizioni del periodo fascista,
pur non rappresentando una tecnica particolare, né un solo linguaggio o
stile dai contenuti rigidi e scelti. Ogni regista dava al pubblico la
propria visione della realtà e dei problemi che sembrava avere,
mettendosi dalla parte del popolo (alcune opere di questo periodo: la
cosiddetta "trilogia della guerra" di Rossellini, con il celebre ROMA
CITTA’ APERTA del 1945, seguito dall’altrettanto famoso PAISA’ nel 1946
e da GERMANIA ANNO ZERO nel 1947, cui fanno eco il capolavoro LA TERRA
TREMA del 1947 di L. VISCONTI ed i due film di De Sica e Zavattini
SCIUSCIA, prodotto nel 1946 e LADRI DI BICICLETTE del 1948).
Il
cinema americano prende vita nel 1896 grazie alle proiezioni di Edison;
la concorrenza francese portò Edison ad assicurarsi il monopolio del
cinema scatenando persino una battaglia legale che durò un decennio. Le
moving pictures ebbero sin dall’inizio un importante valore economico,
e vennero organizzate da Edison secondo una struttura industriale
rigida, che produceva in continuazione film a basso costo per il
pubblico che ormai vedeva nel cinema un divertimento di massa. Nel 1905
venne aperto per la prima volta il nichel-odeon, a Pittsburgh:si
trattava di teatri popolari dove per pochi centesimi si poteva vedere
la proiezione di una pellicola (di 10-15 minuti ). Anche l’Europa fu
invasa dalle moving pictures, e presto soppiantò i francesi sul
mercato; intanto i generi come l’attualità, il comico, il giallo etc.,
prolificavano. Dapprima i centri cinematografici americani erano
situati a New York e a Chicago, poi ci fu il grande passo del cinema
americano: la California, dove Hollywood (un sobborgo di Los Angeles )
sarebbe poi diventata la capitale del cinema mondiale.
Un
elemento che si aggiunse dopo ma di immediata ed enorme rilevanza fu il
sonoro: nei primi anni venti erano già stati sperimentati alcuni modi
per poter sincronizzare l’immagine con il suono,ma fu solo nel 1926 che
la Warner Bros li utilizzò commercialmente; l’idea originaria era
quella di dare una colonna sonora registrata ai film muti, da applicare
nelle sale di proiezione troppo piccole che non potessero ospitare
un’orchestra che suonasse dal vivo.
Con "Quarto potere", film
d’esordio di Orson Welles del 1941, si ebbero le maggiori innovazioni,
dal punto di vista della tecnica e dell’estetica; in questo film si
introducono delle scene con la profondità di campo, cioè con la
possibilità di mettere a fuoco non solo il volto di un personaggio in
primo piano, ma anche l’intera figura di un altro sullo sfondo, con
l’inserimento di flashback volti ad illustrare il pensiero dei singoli
personaggi, altro elemento profondamente innovativo.
Intorno
agli anni ’70 esplose invece il cinema d’intrattenimento costituito da
riprese spettacolari ed effetti speciali; il genere catastrofico ebbe
un discreto successo fino al 1975 ("L’avventura del Poseidon", 1972;
"Inferno di cristallo", 1974), al quale seguirono poi i film ispirati
dai fumetti (da Superman, 1978 a Batman, 1989), o da serie televisive
come Star Trek (1979). Un capolavoro di questo genere si può senz’altro
considerare "Guerre stellari" di George Lucas (1977) che guadagnò più
di 200 milioni di dollari e rivoluzionò il genere fantascentifico. Il
successo di "Guerre stellari" continuò nei successivi film della
trilogia: "L’impero colpisce ancora" ( 1980 ) e "Il ritorno delle Jedi"
(1983 ). Altra figura di enorme rilievo è quella del regista e
produttore Steven Spielberg, che manifestò il suo talento nel cogliere
i punti principali dell’immaginazione collettiva, con il suo "Squalo"
(1965), primo film di un filone con al centro la lotta tra l’uomo e gli
animali feroci; egli affrontò poi la curiosità per la vita
extraterrestre si manifestò con la produzione di "Incontri ravvicinati
del terzo tipo" (1977) ed "E.T." (1982), mentre con il kolossal
preistorico-tecnologico “Jurassic Park" (1993) si entra nel vivo del
dibattito sulla clonazione.
Il vocabolo, con un lieve
aggiustamento fonetico, è attestato in italiano a partire dall’anno
dopo. Così, già dal primo decennio del Novecento, appaiono cinema e
cine.
Il segreto delle pellicole cinematografiche è
rappresentato da una rapida successione di immagini che contengono una
ripresa frazionata della medesima azione che è alla base di quella
illusione ottica che noi conosciamo come cinema.
Il fenomeno ora
descritto consente all'occhio di percepire come un fascio di luce
continuo ciò che, al contrario, è una rapida sequenza di lampi;
l'illusione del movimento è invece opera del cervello il quale, secondo
meccanismi non ancora del tutto chiariti, "assembla" la raffica di
immagini che gli vengono trasmesse in modo unitario e, ciò che più
conta, in movimento.
Secondo alcuni studi la percezione del
movimento si ha già con sole sei immagini al secondo, anche, se,
ovviamente, la fluidità dell'azione risulta molto scarsa. I primi film
muti venivano girati a circa sedici fotogrammi al secondo; lo standard
dei 24 fotogrammi fu codificato solo con l'avvento del cinema sonoro
onde ottenere una velocità lineare della pellicola sufficiente per una
dignitosa resa sonora della traccia.
I primi luoghi ad ospitare
delle proiezioni cinematografiche furono dei teatri adattati per
l'occasione con uno schermo. Inizialmente, infatti, essendo i film
muti, non servivano apparecchiature per la riproduzione del sonoro, e
una qualsiasi stanza si adattava alle esigenze. Spesso, i proprietari
dei locali ingaggiavano dei musicisti, in genere un pianista, per
accompagnare musicalmente lo spettacolo.
Con l'avvento del
sonoro, anche i cinematografi dovettero adattarsi alle nuove esigenze
di quello che stava comiciando a diventare un ricco business, e
nacquero le prime sale cinematografiche vere e proprie, dedicate
esclusivamente alla proiezione di film.
Cominciò così la prima età dell'oro del cinema, e le sale si diffusero rapidamente in tutto il mondo.
Oggi
ormai le sale uniche sono una rarità, e si sono sempre più diffusi i
cinema multisala, che sfruttano il richiamo di più pellicole e sale più
piccole per ottimizzare i ricavi, secondo la logica ormai diffusa dello
show-business
E' doveroso anche un riferimento ai mitici Drive
In che hanno segnato un epoca. I Drive-In, Guida-Dentro tradotto
letteralmente, sono una forma di cinema particolare che si diffuse
negli Stati Uniti nel corso degli anni '50 e '60, che consisteva in
proiezioni cinematografiche all'aperto, dove ci si poteva recare a
vedere il film in automobile, sistemandosi nelle apposite piazzole
allestite di fronte allo schermo, con a lato gli altoparlanti per
l'audio
tratto da http://www.movieup.it/